Istituto "Beato Tommaso" IL giornalino dei "magnifici 30" Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore per avere un letto
per avere un po' di fuoco:
perché mi respingi?
Aprimi, fratello!
Perché mi domandi se vengo dall'Africa,
se vengo dall'America,
se vengo dall'Asia,
se vengo dall'Europa?
Perché mi domandi la lunghezza del mio naso,
lo spessore delle mie labbra
il colore della mia pelle
ed il nome dei miei dei?
Aprimi, fratello!
Non sono un nero,
non sono un pellerossa,
non sono un giallo
non sono un bianco:
sono soltanto un uomo.
Aprimi fratello!
Aprimi la porta,
aprimi il cuore
perché sono un uomo
l'uomo di tutti i tempi
l'uomo di tutti i cieli.
L'uomo: uno come te!
René Philombe - Camerun
Se tutti gli uomini del mondo potessero capire il significato di questa poesia, sicuramente sparirebbero guerre, fame, sete e si potrebbero assicurare amore e dignità anche alle persone più sfortunate della terra. Sarà... Sarà, come una volta, un uomo povero,
certamente un uomo solo:
Sarà senza dubbio un operaio,
forse un disoccupato,
e anche se lo sciopero è giusto, uno scioperante.
O tenterà di vendere delle polize di assicurazione
o degli aspirapolvere...
Sarà forse un rifugiato,
uno dei quindici milioni di rifugiati
con un passaporto dell'O.N.U.
uno di coloro che nessuno vuole
e che vagano, vagano in questo deserto ch'è diventato il Mondo;
uno di coloro che devono morire
perché dopo tutto non si sa da che parte arrivino
persone di quella risma...
Se Cristo domani batterà
alla vostra porta, lo riconoscerete?
Avrà l'aspetto abbattuto, spossato,
annientato com'è
perché deve portare tutte le
pene della terra.
R. Follerau
Natale: festa della luce! Il Natale nei primi anni del Cristianesimo non veniva festeggiato. Le feste più antiche sono la Pasqua e la Pentecoste. Il Natale nacque come festività solo nel 438 d. C. Non fu però stabilito il giorno preciso. Papa Giulio I affidò la questione ad alcuni studiosi e fu scelta la data del 25 dicembre. Con questa data vollero sostituire le feste non cristiane con quella cristiana. Auguri: la parola auguri ha origini legate agli antichi Etruschi e ai Romani. Nella cultura etrusca l'augure era un sacerdote indovino che prediceva il futuro e accertava la volontà degli dei osservando e interpretando il volo degli uccelli e i sogni. Era molto apprezzato dalla gente. La parola augure deriva dal latino augere = accrescere, aumentare. Gli auguri, infatti, avevano il compito, con il loro intervento, di assicurare che le azioni degli uomini ottenessero il consenso e il sostegno degli dei, pertanto la loro azione era una garanzia di buona riuscita: augurio anche per noi vuol dire auspicio, desiderio, speranza di cose belle.